Opere realizzate con l’oro, popolate da figure estremamente sensuali, realizzate in una grande metropoli europea come Vienna di inizio Novecento.

Che dire, tutti gli indizi su Gustav Klimt ci fanno pensare a una vita mondana e piena di eccessi in classico stile da “fine secolo”. Eppure, malgrado le apparenze, la vita privata di Klimt non avrebbe potuto essere niente più lontano da tutto questo.

Klimt fu infatti un uomo molto schivo e riservato: un tipo che restava spesso a casa, circondato dai suoi numerosi gatti, vestito con una semplice tunica e dei sandali. Non frequentava altri artisti o caffè e parlava di rado delle sue creazioni, al punto che molti ricordano una sua famosa citazione: “Chiunque voglia sapere qualcosa di me […] dovrebbe guardare attentamente le mie opere”.

Klimt non fu nemmeno un grande viaggiatore, forse per la sua natura un po’ ansiosa e ipocondriaca. Questo non gli impedì di visitare l’Italia, paese in cui si verificarono due incontri che cambiarono la sua vita artistica: a Venezia e a Ravenna. Fu qui che Klimt restò incantato dai colori e dalla luce della tradizione bizantina e che lo ispirarono a realizzare i famosissimi capolavori a sfondo oro che tutti conosciamo.

Pensate che l’oro e la tradizione dei mosaici che ispirarono il suo periodo aureo non erano affatto sconosciuti a Klimt. Da un lato, suo papà era un orafo e cesellatore che conosceva bene questo materiale. Dall’altro lato Klimt, ex studente di una scuola di arte e mestieri, aveva una grandissima conoscenza di svariate tecniche e materiali tra cui il mosaico, ed aveva lavorato con successo come decoratore di interni.

Purtroppo ad oggi sopravvivono poche opere del maestro austriaco. Un po’ perché Klimt non fu un artista particolarmente prolifico; un po’ perché molte sue opere, rubate o sequestrate durante la Seconda guerra mondiale, furono distrutte da un incendio nel castello che le custodiva.

Resta un’ultima triste curiosità su Klimt: fu anche lui vittima di una pandemia globale, la spagnola. Si spense a soli 55 anni un uomo che aveva sempre vissuto lontano dai riflettori ma che tutti ricordiamo per il materiale simbolo di fasto e ricchezza per eccellenza: l’oro.