​Il 4 agosto del 1944, in fuga da Firenze, i tedeschi fecero saltare i collegamenti tra le due sponde dell’Arno per rallentare l’avanzata degli Alleati. Si salvò solamente il Ponte Vecchio mentre furono distrutti tutti gli altri ponti cittadini, tra cui il Ponte di Santa Trinita, progettato da Bartolomeo Ammannati su disegno di Michelangelo.

I quattro angoli del Ponte di Santa Trinita erano decorati da quattro statue allegoriche dedicate alle quattro stagioni, fatte costruire a inizio del XVII secolo in occasione del matrimonio tra Cosimo II e Maria Maddalena d’Austria. Con la distruzione del ponte anche le quattro statue scomparvero, cadendo sul fondo dell’Arno.

La demolizione del Ponte di Santa Trinita a Firenze - 4 agosto 1944
La demolizione del Ponte di Santa Trinita a Firenze – 4 agosto 1944

Le quattro statue furono recuperate e tornarono a splendere sul Ponte di Santa Trinita in occasione della ricostruzione, quando fu riconsegnato alla città di Firenze nel 1958. Tuttavia la statua della Primavera era rimasta senza testa: il danno era stato probabilmente causato dall’esplosione del ponte ma iniziarono a circolare le voci più disparate sul destino del pezzo mancante, tra cui l’ipotesi che la testa potesse essere stata trafugata da un soldato Alleato.

Fu così che l’agente di commercio fiorentino Giuseppe Fantacci coinvolse la sua azienda – l’americana Parker, ai tempi produttrice di penne – nel tentativo di recuperare la testa. Fantacci convinse la Parker a mettere una taglia di 3.000 dollari sul frammento di statua mancante, creando un vero e proprio manifesto in stile “wanted” tradotto in tutte le lingue parlate dai soldati arruolati nell’esercito anglo-americano ai tempi della guerra.

Iniziò così una vera e propria caccia al tesoro che vide coinvolte numerose famiglie fiorentine che, armate di barchino, si immersero nell’Arno per cercare la testa di Primavera. Dovettero passare tre anni – era ormai il 1861 – quando un renaiolo, dragando il fondo del fiume, si imbattè casualmente nella testa di Primavera: la ritrovò proprio in fondo all’Arno, dove molto probabilmente aveva sempre trascorso i 17 anni passati dalla distruzione del ponte. Il renaiolo ottenne in ricompensa solo poche migliaia di lire perché la ricompensa, dopo anni di ricerche senza successo, era già stata devoluta in beneficienza. La testa recuperata fu successivamente esposta a Palazzo Vecchio prima di essere ricollocata sulla stata di Primavera, sul Ponte di Santa Trinita.

L'annuncio di Giuseppe Fantacci
L’annuncio di Giuseppe Fantacci

 

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