Come siete entrati in possesso dell’album?

Gli album sono arrivati puntuali nella nostra scuola in un piccolo paese d’Abruzzo, a cavallo tra gennaio e febbraio. L’anno scorso non avevo fatto in tempo a fare richiesta mentre quest’anno ho consultato spesso il sito per fare richiesta. Non speravo neanche di riceverlo e invece sono arrivati. I miei alunni si sono appassionati così tanto che ai due edicolanti del nostro paese non è sembrato vero!

Qual è stata la prima reazione dei suoi alunni?

Li avevo avvertiti che ci sarebbe stata una sorpresa anche se il primo giorno non ho aperto il pacco. Quando ho consegnato gli album ai miei alunni si sono immediatamente messi a svogliarli e adesso si fanno chiamare Artonauti: si sentono molto esperti e attraverso le opere d’arte faccio lezioni di italiano e inglese. I miei alunni si interessano anche alle opere astratte, hanno letto benissimo anche Guernica di Picasso, individuando le figure deformate e imbruttite dalla guerra.

Come ha introdotto l’album ai suoi alunni?

Le copie sono arrivate proprio a ridosso della Giornata della memoria quindi ho introdotto l’album proprio partendo dall’avventura sulle opere d’arte rubate e dai Monuments Men. La storia è piaciuta moltissimo e abbiamo iniziato lavorare dipingendo il triste cancello di Auschwitz con i colori vivi dei Fauves. Ho chiesto ai miei alunni di immaginare come avrebbero potuto vincere la bruttura della guerra attraverso il colore, ne sono usciti dei lavori bellissimi.

Quali attività avete svolto in classe a partire dagli album Artonauti?

Abbiamo svolto diverse attività ispirandoci aalle opere dell’album, andando poi a cercare altre opere degli stessi autori: i miei alunni si sono talmente appassionanti che vogliono saperne sempre di più.

Ad esempio abbiamo lavorato partendo dall’Icaro di Matisse, presente anche nell’album. Lo abbiamo riprodotto su cartoncino ma ci siamo rifatti alla mitologia per una vera e propria sessione di problem solving. Ho chiesto ai miei alunni di osservare bene l’opera per cercare di risolvere il problema di Icaro. Hanno subito notato che Icaro vola senza ali perché nell’opera di Matisse ha solo delle braccia stilizzate che le ricordano. Da qui sono giunti alla conclusione che doveva trattarsi di un volo dell’immaginazione: seguendo le stelle che sono i nostri sogni, i nostri desideri, che ci indirizzano un po’ come fa la stella polare. I miei alunni hanno anche notato che a differenza del mito di Icaro quest’opera è ambientato in un paesaggio notturno: abbiamo risolto il problema della cera sciolta dal calore del sole viaggiando di notte, quando il sole non c’è.

Icaro di Matisse - laboratorio a scuola
Icaro di Matisse – laboratorio a scuola

Con Kandinskij abbiamo lavorato sul paesaggio. Tramite l’album ho scoperto il Kandinskij figurativo, diverso da quello astratto più conosciuto. Ho fatto ricerca e ho recuperato un’opera di Kandinskij che si intitola paesaggio con torre. Siamo in seconda elementare e abbiamo lavorato sulla campagna russa per distinguere le figurine in primo piano dallo sfondo. Ci siamo ricollegati alla storia personale di Kandinskij e poi abbiamo lavorato a una descrizione in italiano per paesaggio, descrivendo la stagione e gli elementi centrali dell’opera. Ci siamo anche collegati a geografia distinguendo gli elementi antropici da quelli naturali. Infine li ho invitati a inventare una leggenda a partire da questa torre: ho dato loro modo di sviluppare la loro creatività tramite la scrittura.

A febbraio invece, prima della chiusura delle scuole, abbiamo fatto un’attenta analisi dell’amore a partire dalle atmosfere da sogno delle opere di Chagall. Abbiamo parlado di questo sentimento che ci permette di vivere sospesi come in una bolla d’aria e che, allo stesso tempo, ci fa ancorare alle persone che amiamo per non farle andare via. I paesaggi e i personaggi di Chagall ci hanno permesso di raccontare storie bellissime perché offrono un luogo privilegiato di narrazione, al confine tra realtà e sogno. Ad esempio partendo dall’opera “La passeggiata” i bambini hanno immaginato la storia di due innamorati, parlando della forza dell’amore ma anche della paura di perdere chi si ama. Molto di loro mi hanno parlato del ricordo dei nonni defunti, che portano stretti nel cuore e non più per mano.

Lavoro su Chagall - La passeggiata
Lavoro su Chagall – La passeggiata

In questi giorni, per la festa della mamma, ho condiviso con i miei alunni tre opere. Per primo il ritratto che Van Gogh ha dedicato a sua madre, ispirandosi a una foto in bianco e nero. Per secondo, il ritratto che Chagall ha dedicato a sua mamma davanti a un forno: una mamma assolutamente moderna perché ai tempi già lavorava. Per finire, ho condiviso anche l’opera di Klimt che ritrae la mamma con il bambino. A partire da queste tre opere ho chiesto ai miei alunni di realizzare un disegno della loro mamma ispirandosi agli stili di uno di questi tre diversi artisti, in base a come interpretano la loro mamma: se lavora magari la ritrarranno al computer in stile Chagall!

L’album offre davvero tanti spunti, ci sono tantissimi modi per fare lezioni di italiano, per agganciarsi ad altre discipline. È come se i liei alunni avessero un libro di storia dell’arte accanto, un libro però accattivante, fatto di scambi e di doppioni. Si sono appassionati così tanto che una bambina ha chiesto alla mamma di comprare un’opera di Modigliani. Tutti conservano il proprio album come una reliquia.

Prima della chiusura delle scuole abbiamo pensato di utilizzare le figurine doppie per realizzare un tableau per la classe, creando delle piccole finestrelle che si possono aprire per dare maggiori informazioni sulle opere e sugli autori. Purtroppo abbiamo dovuto fermarci.

Cosa piace di più ai suoi alunni? Cosa piace di meno?

Devo dire che dipende sempre molto dal gusto personale, in generale sono molto attratti dai colori, soprattutto in prima battuta. Però facendoli un attimo riflettere si interessano subito a tutto: ad esempio a loro Icaro è piaciuto tantissimo, la mitologia li appassiona tantissimo. Hanno amato tanto anche tanto Modigliani, a partire dalla curiosità degli occhi senza pupille. In generale preferiscono le figure umane ai paesaggi. Ho lavorato anche a una videolezione dedicata a Modigliani che ho condiviso su Youtube.

C’è una frase detta da un suo alunno che l’ha particolarmente colpita?

Quando parlando di Modigliani, lavorando alla descrizione degli occhi per un componimento, un alunno mi ha detto: “Mia nonna mi dice quello che dice Modigliani, che quando dice le bugie lo riconosco dallo sguardo”.

Didattica online: come si sta trovando, qualche suggerimento per colleghi?

Mi trovo bene e male. Da mamma di un ragazzo disabile di prima superiore penso che se i genitori non affiancano gli alunni tutto rischia di diventare più difficile. Come insegnante mi sta spronando a mettermi in gioco, sto conoscendo nuove tecnologie e sto imparando a raccontare scuola in modo diverso. Ad esempio ci sta insegnando a rapportarci in modo diverso con colleghe quando lavoriamo all’interdisciplina: a scuola ci si vede e si parte all’improvviso mentre adesso bisogna trovare modo di collegarsi. In generale la didattica a distanza ci richiede di non appesantire le lezioni, di essere accattivanti perché la maestra non è vicina, non c’è richiamo con lo sguardo all’attenzione. Cerco di fare videolezioni che possano incuriosirli oltre a fare sentire che ci sono. Per loro mi sono messa in gioco e sto provando questa modalità diversa: diciamo che ci sono pro e contro.