Si può sensibilizzare un soldato alla tutela di un monumento storico?

Verso la fine del 1944 il fronte di battaglia si stava lentamente avvicinando alla Germania e il tema della protezione dei monumenti e dei beni artistici tedeschi iniziava a destare qualche preoccupazione: non si trattava più tutelare un Paese alleato occupato dal nemico ma di un Paese invasore.

Anche in Francia non era stato sempre possibile proteggere il patrimonio culturale: Nancy subì pochi danni mentre la cittadina di Metz fu teatro di una feroce battaglia, durante la quale un incendio bruciò la collezione di manoscritti medievali.

L’inverno obbligò le armate Alleate a fermare l’avanzata. Il Monuments Man Robert Posey approfittò della pausa per scrivere ai compagni d’armi una lettera insolita per i tempi di guerra: si trattava di una breve storia di Nancy e includeva informazioni di base sui monumenti di importanza culturale che i soldati avrebbero potuto incontrare nelle vicinanze. Uno strumento per renderli più consapevoli del territorio in cui si trovavano a combattere.

L'incipit di una lettera storica di Posey
L’incipit di una lettera storica di Posey

La lettera ebbe un grandissimo successo e il capitano Posey replicò l’esperimento con una seconda lettera su Metz. Le lettere storiche di Posey furono talmente popolari tra i soldati che prima di arrivare a Treviri il capitano aveva già preparato un terzo scritto sui tesori culturali e artistici di questa città tedesca.

Posey temeva che la sua armata, una volta in Germania, avrebbe potuto mostrare meno rispetto per le sorti del patrimonio culturale e artistico tedesco: per questo si impegnò a sottolineare come la Germania fosse un paese con una ricca tradizione culturale, molto più antica del moderno e barbaro Reich.

Avreste mai pensato che in tempi di guerra un capitano potesse riuscire a coinvolgere i propri commilitoni con lettere di storia dell’arte?

Ritratto di Robert Posey
Ritratto di Robert Posey