Che belle le forme di Miró!

Troppo astratte per essere veri e propri oggetti comuni ma troppo figurative per essere ricordate come semplici forme geometriche.

Sapete che molte sono frutto di strane tecniche di disegno?
Abbiamo preparato alcuni spunti per saperne di più!

Libertà espressiva e automatismo psichico

Il galletto, opera di Joan Miró del 1940
Il galletto, opera di Joan Miró del 1940

Miró fece largo uso del cosiddetto “automatismo psichico”, una tecnica tanto cara al movimento surrealista a cui Miró fu vicino senza mai appartenere totalmente.

Si tratta di una forma di disegno automatico in cui la mano è libera di correre sulla tela senza alcuna mediazione del pensiero, per dare voce all’inconscio dell’artista!

Allucinazioni causate della fame

Il Carnevale di Arlecchino, opera di Joan Miró del 1924-1925
Il Carnevale di Arlecchino, opera di Joan Miró del 1924-1925

Durante i primi anni a Parigi, Miró visse in estrema povertà. Alcune opere di Mirò di questo periodo sono frutto di una particolare “tecnica”: le allucinazioni causate dalla fame.

Alcune sue figure sono infatti nate durante giorni in cui l’artista, senza soldi, poteva permettersi di mangiare solo qualche fico secco!

Dipingere con mani e piedi

Risveglio al mattino presto, opera di Joan Miró del 1941
Risveglio al mattino presto, opera di Joan Miró del 1941

Miró sperimentò anche una forma di pittura a noi più vicina, soprattutto negli ultimi anni della sua vita: quella con le mani.

Pensate che a oltre 80 anni avreste potuto vederlo nel suo studio a dipingere anche con i piedi, camminando sulle tele stese per terra!

 

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