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Mesopotamia

Fin dall’antichità i costruttori sapevano che porte e finestre indebolivano le costruzioni, così sostenevano i muri con l’architrave, che però risultava ancora fragile e permetteva di realizzare  porte strette; solo l’invenzione dell’arco permise aperture più larghe e edifici più resistenti.

L’arco consiste in una serie di blocchi disposti a semicerchi; per realizzarlo prima di tutto si prendeva una struttura curva in legno che lo sostenesse durante la costruzione e si mettevano le pietre a partire dal basso. L’ultima pietra era quella in alto al centro, chiamata chiave di volta! A quel punto si toglieva la base di legno e l’arco era fatto!

Ma chi ha inventato l’arco?

Non è possibile datare con certezza l’invenzione dell’arco; sappiamo però che gli etruschi lo utilizzarono e i Romani lo perfezionarono. Esempi di arco si trovano anche in Egitto e in Mesopotamia, ne è testimonianza per esempio la porta di Ishtar di Babilonia (attuale Iraq).

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Fatta costruire dal re babilonese Nabucodonosor II nel 575 a.C. come accesso principale alla città, la porta è dedicata alla dea dell’amore ( ma anche della guerra) Ishtar.

Alta 14 metri, era completamente rivestita di piastrelle di ceramica blu e decorata con leoni, draghi e tori.

Gli animali erano simboli legati alle divinità; i leoni rappresentavano appunto Ishtar, i tori  Adad il dio del tempo meteorologico e i draghi Marduk protettore delle città.

La porta apriva un varco verso la via delle Processioni, un corridoio lungo che collegava la ziqqurat, il palazzo delle feste e il tempio dedicato al dio Marduk. La strada era pavimentata con pietre rosse e gialle e le pareti decorate con un fregio blu ornato di più di centoventi tra fiori e leoni.

Parte della porta recuperata dagli archeologi è stata ricostruita a Berlino, dove è possibile ammirarla all’interno del museo archeologico.

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