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Il cuore della Cappella Sistina: la volta

Il 10 maggio 1508 ebbero inizio i lavori; Giulio II avrebbe voluto sulla volta dodici grandi apostoli, con una posizione privilegiata per san Pietro, in quanto primo pontefice della Chiesa. Questa volta fu Michelangelo a far desistere Giulio II, considerando quel progetto «cosa povera» e proponendo un programma biblico, in linea con le pareti affrescate anni prima da Perugino, Botticelli&co.

Michelangelo rivendicò il progetto, affermando di aver ottenuto dal papa «Ch’io facessi ciò che io volevo». Michelangelo lavorò alla volta per circa 4 anni con un’interruzione di 9 mesi una volta arrivato a metà dell’opera.

Nell’agosto del 1510 Michelangelo aveva completato la prima metà della volta, fino alla scena della Creazione di Eva. Proprio allora Giulio II lasciò Roma per recarsi a Modena senza dare disposizioni riguardo al proseguimento degli affreschi e soprattutto senza pagare l’artista per il lavoro già eseguito. Michelangelo, esasperato, sospese i lavori e andò a Bologna, dove si trovava Giulio II, per cercare di ottenere il denaro necessario, ma invano. La situazione si sbloccò soltanto nel 1511, quando il papa rientrò a Roma. Il 14 agosto di quell’anno la prima parte della volta venne mostrata senza ponteggi, permettendo finalmente di ammirare gli affreschi dal basso. Tolto il ponteggio si poteva ammirare la prima parte della volta affrescata e anche l’artista ebbe modo di rendersi conto le cose che funzionavano maggiormente da quello che andavano modificate.

Come si suol dire, non tutto il male vien per nuocere.

Michelangelo proseguì il lavoro che si rivela essere estenuante: lui stesso lo racconta in diverse lettere: la fatica fisica, lo sforzo di dipingere sul ponteggio con il colore che colava sugli occhi e, in più, il rapporto con Giulio II.

L’artista non voleva che il papa vedesse il suo lavoro prima che fosse terminato, ma papa Giulio II si arrampicava di nascosto sull’impalcatura per vedere da vicino i lavori.  Michelangelo voleva procedere con calma, Giulio II invece, aveva fretta che tutto fosse concluso e sollecitava continuamente l’artista perché portasse a termine il lavoro.

Alla fine Michelangelo realizzò una complessa serie di affreschi: dalla cornice esterna si vedono gli antenati di Gesù, quattro racconti biblici, sette profeti, cinque sibille, medaglioni bronzei con eventi storici e dieci coppie di giovani nudi che sostengono i dieci medaglioni. Al centro, le nove scene che raffigurano la Creazione.

Michelangelo partì dalla fine per poi arrivare all’inizio: dagli antenati ai racconti storici, alle pagine dell’Antico Testamento, fino ad arrivare alla Genesi. Così anche l’ordine di lettura dei personaggi dipinti è a ritroso. Chi entra nella Cappella Sistina procede dal presente di Gesù all’indietro, verso Abramo e i suoi figli.

Centinaia di figure si intrecciano e anticipano la nascita di Cristo, come a voler dichiarare che ogni cosa era stata preparata in vista della sua venuta.

 
Questa e altre curiosità nell’album Il segreto della Cappella Sistina.
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