Quando i tedeschi occuparono Parigi nel 1940, Rose Valland lavorava a titolo volontario e non retribuito presso il Jeu de Paume, un museo parigino dedicato all’arte contemporanea straniera. Alta un metro e sessantacinque, era l’esatto contrario di una donna appariscente: portava sempre i capelli raccolti, indossava abiti dimessi e parlava di rado, dando poca confidenza. A un giudizio superficiale, sarebbe potuta sembrare un’anonima funzionaria museale: fu proprio per questo che riuscì a lavorare per anni come spia della Resistenza francese, portando un contributo fondamentale alla tutela del patrimonio artistico del suo paese.

Durante la Seconda guerra mondiale il Jeu de Paume divenne infatti un centro di smistamento per opere d’arte rubate. Nella Francia occupata, gli invasori nazisti si dedicarono presto al saccheggio delle collezioni private delle famiglie francesi, soprattutto di origine ebrea. Ufficialmente trasferite in Germania per motivi di ricerca, le opere erano destinate ai gerarchi nazisti affinché potessero abbellire le proprie case, quando non direttamente a Hitler per il museo che avrebbe voluto realizzare a Linz, sua città Natale. Le opere prelevate da Parigi e della regione confinante passavano dal Jeu de Paume, dove venivano schedate e fotografate prima di essere spedite in Germania.

Rose Valland in una foto d'epoca
Rose Valland in una foto d’epoca – © Rights reserved / National Museum Archives.

Durante l’occupazione di Parigi molti funzionari del museo smisero di lavorare mentre Rose Valland fu nominata responsabile del Jeu de Paume da Jacques Jaujard, direttore dei Musei Nazionali di Francia. L’obiettivo era semplice: infiltrare una spia nel cuore pulsante delle attività di saccheggio. Valland fu in grado di documentare in segreto quattro anni di furti compiuti dai tedeschi, costruendo un vero e proprio archivio. Riuscì a sottrarre i negativi fotografici delle opere rubate per svilupparli di notte; passò nottate a ricopiare ricevute e documenti ferroviari per riportarli la mattina in ufficio, prima che qualcuno potesse accorgersene; inoltre riusciva a capire le conversazioni in tedesco, a insaputa dei gerarchi tedeschi. Fu minacciata di morte e allontanata più volte dal museo con l’accusa di essere una spia ma fu sempre reintegrata proprio perché aveva visto da vicino quello che era successo al Jeu de Paume.

Tramite Jaujard passò informazioni strategiche alla Resistenza francese, riuscendo a ostacolare alcuni trasferimenti di opere in Germania. Riuscì ad esempio a impedire la partenza del famoso treno 40044, che venne ritardata per intere settimane dai partigiani francesi con piccole azioni di sabotaggio nell’attesa dell’arrivo dell’esercito di liberazione. Dopo un’iniziale diffidenza, passò tutte le informazioni raccolte rischiando la vita al Monuments Man James Rorimer, aiutandolo a ricostruire la strada percorsa dalle opere trafugate, individuando i depositi tedeschi in cui erano state nascoste, tra cui il castello da fiaba di Neuschwanstein.

In primo piano, Rose Valland. Sul fondo a sinistra, Jacques Jaujard. Illustrazioni per l'album "Il Novecento" di Artonauti
In primo piano, Rose Valland. Sul fondo a sinistra, Jacques Jaujard. Illustrazioni per l’album “Il Novecento” di Artonauti

Una volta liberato il suo paese, si arruolò nell’esercito e passò diversi anni in Germania per continuare a recuperare opere rubate. Per le sue azioni eroiche a oggi Rose Valland è una delle donne più decorate della storia francese: ricevette la Legione d’onore e la medaglia della Resistenza; fu nominata commendatore dell’Ordine delle arti e delle lettere; ricevette anche la medaglia presidenziale della Libertà agli Stati Uniti e la Croce al merito di prima classe della Repubblica Federale Tedesca.

Francobollo Rose Valland
Un francobollo dedicato Rose Valland

Malgrado i riconoscimenti, Rose Valland non fu molto conosciuta in Francia. Donna di umili origini, fu una persona schiva e difficile, spesso non capita dai colleghi. Aveva rivelato informazioni direttamente a un americano e il gesto non fu visto da tutti di buon occhio. Inoltre, in una Francia che voleva lasciare la tragica esperienza della guerra alle spalle, Rose continuò imperterrita a cercare di recuperare le opere trafugate, anche a guerra conclusa. Oggi riposa nel cimitero del suo paesino natale, non lontano da Grenoble, mentre una targa commemorativa appesa sul muro del Jeu de Paume ricorda le sue imprese, quelle di un’eroina della resistenza francese determinata a “salvare un frammento della bellezza del mondo”.

Ritratto di Rose Valland
Ritratto di Rose Valland

 

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