Deane Keller fu uno dei Monuments Men più importanti tra quelli attivi in Italia. Ritrattista e docente di arte all’università di Yale, aveva conosciuto la Penisola in gioventù, quando aveva vinto una prestigiosissima borsa di studio per studiare all’American Academy di Roma. Aveva viaggiato in tutto il paese, imparando ad amare gli italiani e la loro lingua, prima di tornare in università per dedicarsi alle sue lezioni.

Con l’entrata degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale, le aule di Yale iniziarono a svuotarsi. Molti giovani partirono per il fronte e anche Keller era ansioso di dare il suo contributo: sapeva che l’Italia sarebbe stata teatro di guerra ed era preoccupato per il destino delle sue bellezze artistiche e provò ad arruolarsi nei Marines. Fu scartato per problemi alla vista e solo successivamente venne a sapere da un amico della nascente divisione dedicata alla protezione dei beni culturali, la Sezione Monumenti. L’amico Theodore Sizer, anche lui futuro Monuments Man, lo spinse a fare domanda perché considerava il profilo di Keller ideale: quello di un conoscitore dell’arte che parlava italiano e che aveva avuto modo di conoscere gli usi e i costumi del paese nemico.

Deane Keller con il figlio Dino
Deane Keller con il figlio Dino

Quando partì per la guerra, Deane Keller era un professionista affermato di 42 anni. Lasciò negli Stati Uniti la moglie Kathy e il figlio Deane Galloway, soprannominato Dino, che non aveva ancora compiuto 3 anni. Keller era molto legato alla famiglia: intrattenne un lunghissimo scambio epistolare con amici e parenti, ma soprattutto con Kathy e Dino. Come molti soldati, in cambio riceveva spesso pacchi con cioccolato, fotografie, cancelleria e graffette. Keller riceveva anche bloc notes: era un artista e amava realizzare bozzetti durante il suo lavoro, spesso ritraendo personaggi della popolazione locale.

La torre di Pisa disegnata da Deane Keller
La torre di Pisa disegnata da Deane Keller

Il figlio Dino era troppo piccolo per poter leggere e scrivere. Fu così che Keller iniziò a decorare le lettere destinate alla moglie con disegni e bozzetti. Ritrasse la fedele jeep che lo accompagnava nelle missioni in giro per l’Italia, come nel caso de salvataggio del Camposanto di Pisa oppure o in quello della restituzione dei tesori fiorentini rubati dai tedeschi. Moltissime di queste lettere sono oggi conservate nell’archivio dell’università di Yale: oltre ad essere bellissimi esercizi di disegno, testimoniano la volontà di un soldato di svolgere il suo dovere di genitore malgrado la distanza.