Come siete entrati in possesso dell’album?

Noi abbiamo un album per la classe e lo completiamo insieme. Ho ricevuto anche gli album destinati alle scuole, li ho distribuiti agli alunni che sono stati liberi di utilizzarli, compatibilmente con le possibilità della famiglia. Io aiuto i miei studenti con i doppioni e ho comunque detto loro di conservare gli album e di non buttarli. Magari li useremo per completare le opere continuando il disegno, in ogni caso un utilizzo intelligente lo troviamo sempre.

L’anno scorso ho completato un album per la classe, avevo richiesto anche le figurine mancanti e adesso fa parte dei nostri materiali di classe. Tra l’altro l’anno scorso avevamo creato anche alcuni mazzi di Twin Card e ci giocavamo durante l’intervallo: pensate che non avevo letto a cosa servissero e ho pensato anche io come voi di poterle utilizzare per il memory, anche senza saperlo! Quest’anno mi è arrivato anche il libro Imparare davanti a un quadro e mi ha fatto molto piacere.

Qual è stata la prima reazione dei suoi alunni?

Erano tutti contenti perché conoscevano già il primo album. Tra l’altro, l’anno scorso, con la mia classe avevo svolto un’attività su Klee e grazie all’album dedicato al Novecento i miei alunni hanno riconosciuto lo stile, se lo ricordavano perché ci avevamo lavorato. Qualcuno vedendo le opere di Klee mi ha detto che le conosceva!

Come ha introdotto l’album ai suoi alunni?

Avevo detto ai miei alunni che speravo che arrivassero anche quest’anno, il giorno della consegna è stata una festa. Ho scritto una lettera di accompagnamento ai genitori per spiegare l’iniziativa, sottolineando che non comportava nessun obbligo, chiedendo comunque di conservarlo come ho detto prima. Ho detto loro che se avessero voluto avrebbero potuto contribuire all’album di classe: quasi tutti hanno portato le figurine per la classe e poi tutte le altre le ho comprate io. Poi ce le scambiamo direttamente tra di noi, tra maestra e bambini!

Quali attività avete svolto in classe a partire dagli album Artonauti?

A inizio anno avevo lavorato con i quadri di Van Gogh e con il Giappone perché dovevamo andare a vedere la mostra al Museo delle Culture di Milano (MUDEC).

Con l’anno nuovo ho approfittato dell’anniversario dei 100 anni dalla morte di Modigliani (20 gennaio 2020) per agganciarmi all’album: parlano della sua vita, dei suoi ritratti, lavorando sulla riproduzione di alcune sue opere sui cartoncini neri. Poi è scoppiata l’emergenza coronavirus e dal 22 febbraio siamo rimasti a casa. Il mio lavoro con Modigliani si è interrotto per cause di forza maggiore.

In queste settimane di quarantena ho invece approfittato dei tanti animali che si trovano nell’album per delle attività di Scienze: con il programma avevo finito di trattare le piante e sono passata agli animali partendo dalle opere dell’album. Ho lavorato sulla differenza di un animale osservato dal punto di vista scientifico e dal punto di vista artistico, dividendo il lavoro in due parti: da un lato gli ovipari con il pesce di Klee e il pavone di Goncharova e dall’altro i mammiferi con il cane e i cavalli di Franz Marc.

Maestra Raffaella - Un'attività con Franz Marc

Mi sono soffermata sul colore di queste opere: sui colori reali e non reali. Io lavoro sempre sulle emozioni con i miei alunni: iniziamo in prima e portiamo avanti il discorso fino alla quinta. Ho legato il lavoro sulle emozioni agli album e ho chiesto ai miei alunni cosa provassero guardando i colori vivaci di questi animali, solo uno studente mi ha risposto “tristezza”. Poi ho lavorato sulla riproduzione delle opere: siamo abituati a lavorare con gessetti, tempere, stampa ADIGRAF, proviamo un sacco di tecniche.

Ho chiesto loro di riprodurre le opere a casa da soli, devo dire che a distanza “vanno come vanno”: a scuola è diverso, mi rendo conto. Qualche genitore li aiuta, altri disegnano da soli, in ogni caso è una situazione difficile per tutti: da casa ci siamo trovati un po’ spaesati.

Questa settimana ho chiesto loro di disegnare i tre gatti di Marc, un’opera che non compare sull’album. Volevo chiudere discorso di Franz Marc.

Per il futuro, sta pensando a qualche uso particolare di album e figurine per l’attività didattica?

Purtroppo ho dovuto lasciare a metà il lavoro su Modigliani, un artista che tra l’altro adoro: ero andata a vederlo questo inverno a Livorno al Museo Della Città e avevo preso una locandina per ogni alunno.

Per il futuro pensavo di continuare a lavorare sugli animali ma concentrandomi su figure meno determinate e precise, passando a Mirò e alle sue rappresentazioni più astratte ed originali. Ho in mente delle idee ma non so ancora esattamente cosa organizzerò. Anche il gatto di Picasso che ho visto sull’album mi interessava molto ma Picasso è un artista complesso su cui sento il bisogno di lavorare in classe, in presenza dei miei alunni.

Ho visto anche la vostra attività Colora con gli Artonauti dedicata a Klimt e mi è piaciuta perché nel precedente ciclo avevo fatto qualcosa di simile. Avevo isolato alcune figure di Klimt come alcune ninfe con i fiori tra i capelli o la mamma con un bambino e le avevo incollate su dei fondali vuoti, chiedendo ai miei alunni di riempire i fondali con forme geometriche come usava fare Klimt.

Cosa piace di più ai suoi alunni? Cosa piace di meno?

Devo dire che l’album dell’anno scorso (dalla Preistoria a Gauguin) gli era piaciuto di meno, forse anche per colpa mia: a me piace molto lavorare sugli autori del Novecento, ho meno passione per l’arte antica e forse il mio entusiasmo ha influito.  Questo album tutto colorato gli è piaciuto molto e devo dire che in generale si appassionano molto quando nell’album ritrovano tutto quello che hanno già potuto approfondire, quando riconoscono qualcosa che già sanno, che hanno vissuto.

C’è una frase detta da un suo alunno che l’ha particolarmente colpita?

Facciamo così tante attività di arte che è difficile ricordarmi una frase in particolare. Però ricordo a inizio anno quando siamo andati al MUDEC e quando i miei alunni hanno potuto vedere dal vivo alcune opere di Van Gogh che avevamo già incontrato anche grazie al primo album: erano entusiasti, mi dicevano: “Guarda Lella, questo è quello che abbiamo disegnato insieme!”. E’ consuetudine pensare che i bambini, perché piccoli, non possano capire e interessarsi a certi argomenti ma ritengo che  basti saperli coinvolgere e si appassionano, afferrano tutto al volo.

Ha ricevuto la guida “Imparare davanti a un quadro”: cosa ne pensa?

L’ho ricevuto nei mesi scorsi, a febbraio. L’ho sfogliato, avevo letto anche la parte dedicata a Modigliani per il mio laboratorio. Mi è sembrato interessante anche se devo dire che io sono una persona che lavora molto con quello che le viene dalla pancia: forse perché di formazione non ho studiato storia dell’arte faccio fatica a stare nei vestiti di un altro. Mi basta dire che anche nella mia scuola c’è una collega che fa dei lavori molto belli per Arte e Immagine ma è raro che io segua tutte le sue istruzioni: è come se non avessi le mie scarpe. Nel libro ho trovato comunque nozioni e spunti, mi sono piaciuti i contributi su Modigliani e Marc: Le radici degli occhi sono nel cuore e Alla scoperta dei colori.

Didattica online: come si sta trovando, qualche suggerimento per colleghi?

Se avete capito un po’ come sono fatta, non vi stupirà che con la didattica online mi trovo ovunque un po’ stretta. Se con matematica, scienze e geografia riesco più facilmente a fare lezione, per me fare didattica dell’arte a distanza è terribile: a scuola lavoro molto su empatia e coinvolgimento e questa parte mi manca completamente.

A casa, quando ricevo i loro elaborati, vedo lo sforzo ma devo dire che a scuola il risultato è diverso: gli alunni continuano a chiedermi di fare arte e adesso oltre al risultato perdiamo tutto il trasporto nel lavoro, tutto il processo. Non si tratta solo di correggere un’operazione. Adesso da casa cerco comunque di trasmettere il mio entusiasmo preparando per i miei alunni messaggi vocali, incoraggiandoli ma senza il contatto il risultato non è lo stesso.

In ogni caso non desisto, ogni settimana preparo una attività. So di qualche alunno che normalmente a scuola è molto bravo in Arte e Immagine ma che a casa fa fatica. Ho detto alle mamme di non obbligarli: anche io che mi diletto a dipingere e che sono un’accanita lettrice in questo periodo faccio fatica a dipingere, siamo tutti un po’ spaesati.

Diciamo così: la didattica a distanza si chiama proprio a distanza, c’è poco da fare. Ci ha aiutato per carità ma è proprio un’altra cosa.