Come è entrata in possesso dell’album?

Sono una terapista della neuro e psicomotricità in età evolutiva, mi occupo di riabilitazione e abilitazione nella fascia di età 0-18 anni. Lavoro privatamente a Roma e ho acquistato l’album in autonomia per il mio lavoro.
Ne avevo già utilizzati altri in precedenza, anche album con pochi contenuti di apprendimento, con poche scritte e solo figurine. Nel caso di Artonauti, ho potuto usare l’album come tramite per guidare questa bambina all’apprendimento perché avevo a disposizione un altro tipo di contenuto, un contenuto scolastico.

In che modo sta utilizzando l’album?

Lo sto utilizzando con una bambina di 11 anni che ha un disturbo dell’apprendimento e che ha anche difficoltà di coordinazione motoria. Nello specifico, ha anche avuto difficoltà  con la materia Arte e Immagine, che l’ha portala a sottrarsi allo studio.
A lei piacciono molto gli album di figurine in generale e ho pensato di sfruttare questo album per inserire un contenuto di apprendimento. Ho voluto che l’album non fosse uno strumento squisitamente “scolastico” ma che al contrario perseguisse anche altri importanti obiettivi: ad esempio; lavorare sulla capacità di effettuare la ricerca visiva di uno stimolo e sulla capacità di discriminare figura dallo sfondo; oppure sostenere varie abilità manuali, come attaccare le figurine con precisione ma anche semplicemente aprire un pacchetto, staccare e riattaccare una figurina. A maggior ragione con questo album, dove bisogna stare attenti a fare in modo che la figurina coincida con lo sfondo.
Utilizzare l’album in terapia inoltre permette di lavorare sull’organizzazione e sulla gestione del materiale, a volte per i bambini che seguo non è semplice: abbiamo lavorato per dividere i doppioni dalle figurine che non lo sono, organizzarli per ordine di numero, allenando le abilità matematiche. Oltre alla lettura del numero e alla divisione per decine, si possono allenare i bambini a ricercare le figurine rispetto allo spazio dell’album: ad esempio dove mi aspetto di trovare la figurina 37 rispetto alla figurina 158?
In linea di massima si può anche utilizzare il pacchetto figurine come rinforzo: ad esempio, dopo aver svolto insieme 5 esercizi dei compiti previsti per la settimana si guadagna un pacchetto di figurine: una sorta di token economy da usare in terapia.

 Qual è stata la prima reazione?

Inizialmente è stata contentissima di vedere un album e delle figurine proprio perché li ama molto. Quando le ho spiegato che era sull’arte è rimasta un momento perplessa. Mi ha detto: “Allora non lo voglio fare”, proprio alla luce del suo rapporto con la materia Arte e Immagine a scuola. Però poi quando abbiamo iniziato a guardare album e figurine insieme, si è motivata immediatamente: alcune opere le aveva già viste in gita e ha rivisto altri contenuti che aveva già studiato con meno piacere e in forma meno ludica.
Aggiungo che a lei è piaciuto tantissimo il cruciverba alla fine dell’album. Abbiamo fatto tante attività di integrazione logico linguistica e con il cruciverba è andata in visibilio: ha ritrovato un contenuto conosciuto anche se presentato in maniera diversa e l’ha aiutata a verificare le informazioni che aveva già incontrato nelle pagine precedenti. Per quanto riguarda le Twin Card pensate che io non avevo capito immediatamente l’uso. Lei invece ha capito subito come usare il memory e me l’ha spiegato.

Ha trovato in questo album uno strumento efficace?

La bambina ha portato a casa dei contenuti, direi assolutamente sì.
Oltre all’analisi delle figurine e dei vari autori, abbiamo letto tutte le didascalie. Non ci siamo limitate a leggerle perché in un secondo momento le abbiamo rielaborate oralmente proprio perché alcuni bambini che seguo sono carenti in lettura faticano a riorganizzare le idee. Mi è stato riferito che adesso questa bambina interviene anche molto di più a lezione.
Diciamo che usare l’album è stata veramente una bella esperienza. Ho usato più volte gli album come strumento di terapia ma questo album mi ha dato risultati che altri non mi avevano mai dato. È uno strumento calato nella realtà, questo fa la differenza: altri strumenti di terapia spesso sono avulsi dalla realtà mentre questo è alla portata di tutti. Per i bambini questo fa la differenza: è lo stesso strumento dei dei bambini loro pari.

Per il futuro, sta pensando a qualche uso particolare di album e figurine per il suo lavoro?

Gli obiettivi che io mi sono data nel seguire questa bambina restano uguali anche quando l’album sarà completo. Lo terrò come strumento per lavorare sulla capacità di discriminare la figurina dallo sfondo, anche perché se attaccate bene sono complicate da ricercare. Potrò inoltre riutilizzarlo per la rielaborazione orale del contenuto.
Aggiungo che, lavorando con l’album, faccio sempre organizzare una pagina con le figurine presenti e mancanti, particolarmente utile con i bambini che hanno difficoltà e che non sanno in che modo memorizzare quello che hanno e che mancano. Potreste aggiungere all’album un foglio finale con l’elenco completo delle figurine in cui segnare le mancanti.

Cosa è piaciuto di più? Cosa è piaciuto di meno?

La bambina mi ha detto che avrebbe voluto tante pagine in più della parte sui mosaici bizantini e sugli Egizi. Proprio perché a scuola hanno studiato molto le civiltà antiche, soprattutto in terza e quarta elementare.
Parti che proprio non sono piaciute non ci sono.

C’è una frase detta dalla bambina che l’ha particolarmente colpita?

C’è una frase che mi ha detto dopo un po’ di incontri: adesso l’arte è bella da guardare.
Anche se mi è venuto da pensare che non avevamo fatto nulla, mi ha colpito tantissimo: ha iniziato a vedere l’arte come non era mai stato fino a quel momento. Per lei l’arte è diventata accessibile.

 

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