Laboratorio Fauves - a scuola con Artonauti
Laboratorio Fauves - a scuola con Artonauti

Come siete entrati in possesso dell’album?

Avevo utilizzato l’album già l’anno scorso: l’avevo visto su internet e avevo fatto richiesta.
L’anno scorso gli album mi erano arrivati a fine anno scolastico, ci abbiamo lavorato ma non tantissimo perché avevamo a disposizione solo un mese e mezzo.

Quest’anno invece mi sono mossa presto: gli album sono arrivati a gennaio e abbiamo subito iniziato a lavorarci. Tra l’altro già da ottobre avevo inaugurato un laboratorio artistico di due ore ogni mercoledì pomeriggio, in cui insegno arte legandomi ad altre discipline come matematica e italiano.

Quando è arrivato l’album abbiamo iniziato a sfogliarlo, per lavorarci poi ogni mercoledì: leggendone una paginetta su un artista, scambiando le figurine, cercando di realizzare qualche opera simile vista sull’album. È diventato uno spunto per il percorso del laboratorio. Poi purtroppo ci siamo fermati con le attività a fine febbraio, con la chiusura delle scuole.

Qual è stata la prima reazione dei suoi alunni?

È stata una reazione fantastica: hanno esultato all’ennesima potenza perché l’avevo tenuto nascosto. Poi all’improvviso mi sono presentata con il pacco, “C’è una sorpresa per voi”. Qualcuno ha intuito il contenuto dalla confezione perché questa cosa degli Artonauti era già nell’aria. Quando poi hanno visto gli album c’è stato l’entusiasmo generale: miei bambini sono amanti dell’arte.

Avendo ricevuto l’anno scorso gli album della prima edizione in tanti se lo ricordavano. Non l’hanno mai abbandonato perché anche d’estate hanno continuato a completare album con figurine e già a inizio anno si riparlava del progetto, era già nell’aria.

Come ha introdotto l’album ai suoi alunni?

Devo dire che l’album è arrivato casualmente per periodo in cui si commemora la Giornata della Memoria.  Affrontando l’argomento è stato davvero un piccolo passo introdurre l’album attraverso i Monuments Men: abbiamo fatto excursus sul periodo storico e siamo partiti con la storia di questi eroi.

Ancora più dell’anno scorso questa storia li sta accattivando tantissimo: seguono con passione questi personaggi, che per loro sono “strani”: quando gli ho raccontato delle opere trafugate o bruciate dai soldati loro ci sono rimasti malissimo: Pian piano la storia sta prendendo piede, riusciamo a soffermarci sull’aspetto positivo di una missione per proteggere l’arte dalla distruzione e dai furti di guerra: è stato un bell’argomento da affrontare, peccato che ci siamo dovuti fermare.

Come dire: è stata la partenza ideale, è capitato a fagiolo, non ci ho nemmeno dovuto pensare.

Quali attività avete svolto in classe a partire dagli album Artonauti?

Già a ottobre avevo iniziato il laboratorio con attività artistiche in generale: lavoretti e disegni con varie tecniche. Da gennaio abbiamo introdotto gli Artonauti, con le figurine da scambiare e con nuove attività legate agli artisti dell’album.

Abbiamo lavorato con i Fauves utilizzando le cere per realizzare dei disegni: ogni bambino ha lavorato a un paesaggio, chi rifacendosi a qualche quadro già visto, chi inventandone uno di sana pianta. Per il periodo di Carnevale, il nostro ultimo lavoro prima della sospensione, abbiamo realizzato delle maschere basandoci sui disegni di Picasso: volti un po’ geometrici, molto colorati, utilizzando varie tecniche, incollando e disegnando.

Ho utilizzato l’album anche per lavorare sul testo descrittivo in italiano. Ispirata da Modigliani che ho visto nell’album ho cercato dei suoi dipinti che ritraggono dei bambini, invitando i miei alunni a sceglierne uno e a fingere di conoscerli per produrre una descrizione.

Quasi tutti i bambini, guardando gli occhi di questi personaggi, li hanno subito trovati tristi. Tuttavia, nel descriverli non hanno avuto difficoltà a trovare dei risvolti positivi: ricordo le parole di un alunno secondo cui il personaggio descritto “è triste, ma se lo conosci bene è molto divertente: ha i miei stessi hobby”.

Ho anche legato Kandinskij a geometria: l’album è stato utile per lavorare sulle linee parallele e perpendicolari perché ci sono opere in cui sono proprio tracciate.

Artonauti e geometria - i triangoli di Kandinskij
Artonauti e geometria – i triangoli e le linee di Kandinskij

Per il futuro, sta pensando a qualche uso particolare di album e figurine per l’attività didattica?

Per cominciare, sto continuando il lavoro sulla geometria. Poi dovrei riprendere un attimo l’album in mano e riguardarlo bene. Tra l’altro mi è appena arrivata la guida Imparare davanti a un quadro: per ora l’ho sfogliata solo velocemente ma conto di prendere qualche idea. Mi farò ispirare dalla guida ma anche dall’album stesso: anche solo sfogliando le pagine ce ne sono di cose da poter fare.

Penso a Mondrian. Lavoriamo con Kandinskij per le linee geometriche ma potremmo utilizzare Mondrian e le sue particolari forme quadrate quando faremo i quadrilateri.

Con le scuole chiuse lo scambio per ora si è interrotto. Noi abbiamo utilizzato le Twin Card per il gioco del memory, mettendole da parte per tutta la classe. I miei alunni non le tengono per sé ma le danno a me per realizzare più mazzi possibili, così da poter far giocare tutta classe: sono molto altruisti, darebbero tutto per la classe.

Cosa piace di più ai suoi alunni? Cosa piace di meno?

Quest’anno ai miei alunni è piaciuta molto l’idea del QR code con la musica. Quando facciamo il laboratorio artistico del mercoledì mi capita di mettere la musica suggerita nell’album: i miei alunni si rilassano e lavorano meglio.

C’è una frase detta da un suo alunno che l’ha particolarmente colpita?

Più che una frase detta da loro, mi ha colpito una frase che ho detto io (ride) parlando dei Fauves come di “belve feroci”. Di solito chiedo ai miei alunni di disegnare in maniera leggera, senza calcare troppo con la matita, anche per potere cancellare. Al contrario, per il laboratorio sui Fauves gli ho detto: “Dovete essere belve feroci: lavorate calcando” e per loro è stata una liberazione: erano contentissimi, si davano man forte a vicenda.

Come procede la didattica online? Ha qualche suggerimento per i colleghi?

Devo dire che in generale la didattica online è arrivata come un macigno per molti di noi: ha creato difficoltà perché molti docenti non sono formati per lavorare a distanza con computer e smartphone. Per me è stato relativamente semplice perché lavoro regolarmente con la tecnologia, anzi è stato un motivo di miglioramento: mi ha permesso di conoscere software che prima non avrei mai utilizzato. Tra tutto il male vedo anche una nota positiva: anche i bambini che non hanno mai utilizzato programmi per la didattica a distanza stanno conoscendo questi strumenti: li vedo coinvolti, si danno da fare.

Alcuni sono particolarmente attivi, anche nel guidare i genitori a utilizzare la tecnologia: sono dei nativi digitali. Paradossalmente alcuni bambini lavorano molto meglio a distanza, lavorano di più: sarà l’approccio diverso ai compiti, anche io cerco di renderli più accattivanti. Ad esempio, con le piattaforme online posso fare i test a scelta multipla che apprezzano particolarmente.

Svolgere didattica a distanza con l’arte non è semplice. Ogni settimana cerco di assegnare un’attività artistica “pura”, oppure di legarla a italiano o a matematica. Ad esempio, ho ripreso un’idea che circolava su internet, condividendo con i miei alunni le foto di opere realizzate guardando fuori dalla finestra e chiedendo loro di fare lo stesso. Qualcuno ha riprodotto pedissequamente le mie immagini, altri ci hanno messo del loro: li ho invitati a disegnare rispettando la proporzione e la tridimensionalità su cui abbiamo lavorato in classe prima della chiusura delle scuole.

 

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